
Come ogni anno i Media hanno puntato il faro sulla pericolosità delle strade italiane. Un recente articolo di La Repubblica evidenzia che ogni anno più di 5.000 persone perdono la vita. Il 30% delle vittime ha meno di 30 anni.
Per limitare questo fenomeno le varie campagne di sensibilizzazione non sono sufficienti, occorre fare altro.
Il 20% degli incidenti sono imputabili al cosiddetto “ammaloramento delle infrastrutture”, specialmente nelle città il fenomeno delle “buche killer” è di triste attualità.
Un’ inchiesta de Il Sole24 Ore pubblicata nei giorni scorsi evidenzia che la capitale registra il maggior numero di sinistri, nel 2009 ben 4.350 (+4% rispetto al 2008) di cui circa 3.000 per buche.
Assicurazioni di Roma dichiara che nell’ultimo triennio, è cresciuta arrivando al 69%, l’incidenza del fattore buche su tutti i sinistri RCT (Responsabilità Civile Verso Terzi). Nella maggioranza dei casi a farne le spese sono stati soprattutto cerchioni e ammortizzatori dei veicoli.
Sempre stando ai dati di La Repubblica i lavori stradali rappresentano, rispetto all’ammontare degli appalti pubblici, la più alta percentuale sia per gli interventi (30,6%) sia per l’ammontare economico (34,0%). Il solo Comune di Roma , maggiore stazione appaltante d’Italia, stanzia annualmente 100 milioni di euro. Un fiume ininterrotto di denaro pubblico che però è del tutto insufficiente, dichiara al giornale il presidente dei costruttori romani, che stima in un miliardo e duecentomilioni di euro in 5 anni l’investimento necessario a risanare la situazione romana.
La mancanza dei fondi fa si che gli investimenti stanziati annualmente siano destinati prevalentemente alla manutenzione ordinaria (quella che si occupa della riparazione) rispetto a quella straordinaria (rifacimento vero e proprio del manto stradale) vanificando così gli sforzi finanziari ed umani, perché le strade su cui si interviene continuano ad invecchiare e le richieste di manutenzione ordinarie aumentano più che proporzionalmente all’invecchiare della base su cui si interviene.
Infatti un recente rapporto ANIA sullo stato delle strade della capitale, evidenzia che i black point (buche pericolose) censiti con il contribuito dei cittadini romani tramite blog e social network sono 500, dai 219 del 2009.
Come uscire da questo cul de sac che porta ad un peggioramento continuo delle strade e dei conti comunali? Le buche aumentano e con esse gli incidenti e le denunce, proporzionalmente aumentano le assicurazioni RCT (Milano paga circa 4 milioni di euro), aumentano le franchigie a carico dei comuni e quindi i costi di risarcimento.
Quattroruote stima che prendere in pieno una delle tante buche sparse per le strade italiane significa spendere da 300 a 1.000 euro: pneumatico, cerchione e sospensione sono i componenti più a rischio ma non solo in un caso su tre, negli incidenti sono coinvolte anche le persone.
La panacea non esiste ma se considerassimo il risparmio ottenibile dalla minore manutenzione di una strada nuova come quota di finanziamento dell’investimento necessario alla manutenzione straordinaria allora potremmo riconsiderare conveniente questa seconda strada ed adottare un Project Financing.
Una soluzione creativa è stata individuata dai colleghi tedeschi, a Niederzimmern, nella regione orientale della Turingia, il sindaco si è deciso a vendere le buche per strada pur di raccogliere denaro per riparare il manto stradale. Ogni buca è stata venduta dal comune per 50 euro, prezzo fisso. L'acquirente ha potuto inserire nel manto stradale una targhetta con il proprio nome, un po' come si faceva una volta sulle panchine dei parchi pubblici
eFM ha progettato una soluzione un po’ meno creativa ma sicuramente innovativa: una soluzione a supporto dei comuni con il coinvolgimento attivo dei cittadini sia nella fase di segnalazione che in quella di controllo.
Una soluzione tecnologica pensata a misura del cittadino, utilizzando tecnologia intuitiva, che da la possibilità di effettuare segnalazioni attraverso l’uso dei propri dispositivi di comunicazione individuale e con l’utilizzo dei principali social network (facebook, twitter, ecc.). Il sistema permette inoltre di verificarne la regolare risoluzione in modo semplice ed intuitivo attraverso una mappa grafica.
La sfida che eFM ha assunto e’ quella di eliminare le barriere tra i canali tradizionali di comunicazione (telefono cellulare, e-mail) ed i sistemi informativi aziendali strutturati.
eFM offre ai comuni un supporto operativo proponendo una serie di servizi a valore quali:
- Sistema di segnalazione delle buche e dei dissesti stradali tramite device mobili, integrati con i Social network ed il sistema informativo
- Service Desk che permette di ottenere una semplificazione del processo di gestione delle richieste, la loro tracciatura, il monitoraggio della spesa e delle prestazioni e la certificazione rispetto ai SLA.
- Strumenti innovativi per il controllo e per le visite ispettive (Penna e Carta elettronica Anoto)
- Sistema Informativo ARCHIBUS “GEOSPAZIALE” integrato con i sistemi ERP, GIS e BIM/CAD
Vai alla presentazione della soluzione eFM per la manutenzione delle strade
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